|
Laureatosi
in legge a Padova nel 1863, si dedicò a studi di economia e ad attività di
carattere sociale ed assistenziale, tentando in particolare, di fondare una
società di mutuo soccorso fra gli operai veneti.
Nello stesso anno vinse la cattedra di statistica commerciale e di economia
pubblica nell’Istituto Tecnico di Milano, che tenne fino al 1867.
Fu poi fino al 1895, titolare di diritto costituzionale nell’Università di
Padova.
Intanto aveva aderito alla Destra storica e nel 1869 era stato nominato
Segretario Generale del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, dal
Minghetti. Eletto due volte deputato di Oderzo nel 1870, e poi due volte nel
1871, non aveva potuto ottenere convalida che la quinta volta, nel marzo
1871, poiché prima era al di sotto dei limiti di età necessari.
Sedette alla camera ininterrottamente fino al 1921, quando fu eletto
senatore. Dopo essere stato consigliere finanziario del Minghetti, fu per
molti anni, pur senza incarichi di governo, fra i maggiori fautori di una
politica di negoziazioni doganali e avversario della guerra delle tariffe
combattuta dal Crispi contro la Francia.
Operò inoltre intensamente per moltiplicare le Banche Popolari e istituì
enti di credito per la piccola proprietà, industria e commercio.
Questa sua attività, svolta attraverso eloquenti interventi della Camera,
collaborazione giornalistica e scritti scientifici, fu validamente
continuata sugli scanni del governo, quando il Di Rudinì nominò Luzzatti
ministro del Tesoro nel 1891.Fu nuovamente ministro del Tesoro col Presidente Siciliano dal 1896 al 1898,
poi con Giolitti dal 1903 al 1905, infine con Sonnino nel 1906, e in tutte
queste occasioni si rivelò amministratore di eccezionale preparazione
tecnica, associando infine il suo nome alla celebre conversione della
rendita, operata nel 1905-06.
Nel 1909 fu ministro dell’Agricoltura col Sonnino e poi, dal 31 marzo 1910
al 29 marzo 1911, Presidente del Consiglio.
Di orientamento giolittiano, accentuò nella sua opera di capo del governo,
l’interesse per la legislazione cooperativistica, assistenziale e
previdenziale, così che nel complesso si può dire che egli sia stato tra i
più convinti ed esperti artefici del graduale avviarsi dell’Italia
conservatrice verso le forme di uno Stato moderno, consapevole dei suoi
doveri verso le classi lavoratrici |